Failure Swing Pattern: Come riconoscerlo e sfruttarlo nel Trading

Il Failure Swing Pattern è importantissimo nel trading su mercati molto liquidi, soprattutto per chi opera su breve termine. Questo perché mostra segnali molto chiari di Order Flow istituzionale, dove con quest’ultimo termine si intende chi muove capitali importanti.

Detto in breve, il Failure Swing Pattern consiste nello sfondamento di un livello chiave (supporto o resistenza), seguito da un immediato assorbimento che porta la candela a chiudere ancora all’interno di quel medesimo livello.

Dicevo che il pattern mostra un chiaro segno di manipolazione da parte dei grandi capitali, perché verosimilmente il movimento è innescato da loro grossi acquisti o vendite a mercato finalizzati a far scattare stop orders altrui, approfittando della liquidità che ne deriva per assorbirli immediatamente.

Vediamo bene come identificarlo, e come aprire e gestire una posizione basata su di esso.

Come identificare un Failure Swing Pattern

Il FSP è articolato in tre fasi, ognuna delle quali corrisponde ad un movimento innescato da grossi ordini. La prima è la rottura di un livello chiave e conseguente generazione di liquidità facendo saltare gli stop. La seconda è l’assorbimento del movimento stesso. La terza è il mantenimento del prezzo all’interno del livello assorbito:

Anatomia di un Failure Swing
Anatomia di un Failure Swing

1 – Rottura del livello chiave

Oltre i livelli chiave spesso si ammassano gli stop loss di molti traders retail. Mettendosi nei panni di chi muove grosse somme, l’interesse principale è non incorrere in slippage, ovvero non spostare troppo il prezzo con un singolo ordine grande a mercato.

Dovendo acquistare o vendere a botte di numerosi milioni, infatti, lo slippage diventa un grosso problema, spostando notevolmente il prezzo di carico di una posizione.

Generare liquidità facendo saltare gli stop e le liquidazioni è un ottimo modo per fillare ordini di grandi dimensioni minimizzando lo slippage.

Il primo step è quindi puntare alle zone ovvie dove si annidano gli stop retail, e torniamo appunto ai livelli chiave.

In prossimità di supporti, vengono rimossi i buy dall’order book e si svende a mercato quantità sufficiente da soddisfare la liquidità sul book fino a che non iniziano a cascata a saltare degli stop, cosa evidente dalla pioggia di market sell grossi sul Mercato.

Gli stop che saltano sono altre vendite ed alimentano il ciclo, generando altra pressione ribassista.

Il tutto, ovviamente, vale anche in direzione opposta.

2 – Assorbimento del break

La liquidità generata dal passaggio precedente viene completamente assorbita: chi innesca il movimento di dump a catena (sempre mantenendo l’esempio ribassista del punto precedente), per prima cosa inserisce degli ordini limit buy lungo il percorso, spesso di tipo iceberg (nascosti) per approfittare delle svendite.

In secondo luogo, eseguirà acquisti a Mercato per approfittare della nuova liquidità in vendita che nel frattempo si è posizionata sul Book. Il tutto fino a riportare il prezzo sopra il supporto rotto, ed il tutto in un’unica candela.

Questo si lascia alle spalle una traccia molto evidente: una candela costituita per la maggior parte da shadow, ad indicare il movimento assorbito, e da volumi elevatissimi, a causa della massa di liquidità movimentata.

Più shadow e volumi sono corposi, più significativo diventa il pattern.

3 – Mantenimento del prezzo all’interno del livello assorbito

Ovviamente, per non essere invalidato, il failure swing deve mantenersi attivo dopo break ed assorbimento: il livello assorbito deve essere sufficientemente difeso da chi ha organizzato il movimento, per non rischiare di finire l’opera con enormi perdite.

Questo, graficamente, si traduce in una non violazione ulteriore del livello stesso, o nel palesarsi di ulteriori failure swing ad ogni tentativo di break.

Come impostare un Trade su Failure Swing Pattern

Non basta riconoscere il pattern per impostare un trade ben fatto, in quanto Entry, Exit e Stop sono fortemente dipendenti dal singolo grafico. Non sempre, infatti il rapporto Rischio/Rendimento può essere favorevole. Vediamo alcuni possibili setup.

1 – Entry Placement

La logica direbbe di entrare alla conferma del Failure Swing, ovvero alla chiusura della candela all’interno del livello assorbito dopo il tentativo di break andato male con i sintomi descritti prima. Tuttavia, questo entry può non essere ottimale, soprattutto se all’assorbimento è associato un movimento marcato che sposta il R/R a sfavore, come in questo esempio:

Osservate il primo FS: rompe il supporto, poi l’assorbimento spinge tantissimo il prezzo prima ancora di chiudere la candela.

Il secondo FS non è molto migliore: nella candela di break/assorbimento si ha poi una grossa parte verde, che va a chiudere molto sopra al livello chiave.

In entrambi i casi, quindi, si ha un rapporto rischio/rendimento sfavorevole, perché lo stop loss (allarme spoiler!!) solitamente va posizionato oltre l’estremo della shadow

Failure Swing Pattern - R/R sfavorevole
Failure Swing Pattern - R/R sfavorevole

Di conseguenza, l’entry a chiusura della candela di tentato break rimane ottimale soltanto nel caso in cui essa fosse molto vicina al livello chiave in questione, pena un R/R pessimo.

In ogni caso, l’entry sarebbe parecchio precoce.

Alternativa 2: Mentre la candela di tentato break è ancora in conclusione, ma il break + assorbimento sembra compiuto, si può zoomare su un Time Frame minore, ed andare ad aprire la posizione alla prima chiusura postuma all’assorbimento stesso. NB: più si scende di time frame, più aumenta la possibilità di falso positivo.

Questa alternativa è ottima quando il break/assorbimento si sviluppa in maniera rapidissima, per prevenire lo scarso R/R negli esempi precedenti, a fronte di un rischio maggiore di falso positivo.

Alternativa 3: Sul re-test del livello chiave dopo il tentato break. Questo Entry è il più cauto possibile, ma presenta un notevole rischio di miss. Il motivo è che, spesso, non c’è nessun re-test del livello, in particolare durante i FS violenti.

2 – Stop Placement

Solitamente io utilizzo due tipologie di stop loss, che differiscono tra loro soprattutto in termini di R/R e potenziale rischio di perdita maggiore.

Il primo è uno stop loss “classico” (ovvero l’ordine posizionato a prezzo specifico) con stop price poco dopo l’estremo della shadow. Questo è ottimo, a meno che la shadow non sia esageratamente lunga. In tal caso, il R/R potrebbe rendere il trade molto poco interessante.

Il secondo è uno stop loss manuale, da attivare alla prima chiusura di una candela del medesimo time frame di osservazione oltre al livello chiave sul quale si basa il FS. Questo migliora il R/R, ma espone ad un rischio, seppur basso, di perdita molto maggiore di quella prevista: non si ha un capitale a rischio definito a priori.

Un’ulteriore alternativa, che cambia leggermente i connotati del Trade, è, nel caso in cui si abbia una shadow particolarmente lunga ma non si voglia applicare stop manuale, attendere un successivo swing accompagnato da segni di conferma della difesa del livello chiave concorde alle logiche del FS. Questo swing deve ovviamente essere più accomodante: più vicino al livello stesso, in modo da offrire un migliore riferimento per stop loss.

Vi mostro un esempio:

In questo spaccato di grafico, si vede un primo FS con shadow spropositata: uno stop loss lassù rovinerebbe il R/R del trade.

Il secondo ed il terzo offrono swing molto più ragionevoli, accompagnati ad una difesa del livello chiave (la linea gialla) a conferma del FS precedente.

Failure Swing Multipli
Failure Swing Multipli

Buona norma nello stop placement è di lasciare un po’ di respiro tra il prezzo di riferimento ed il punto in cui si posiziona lo stop. Questo per evitare di cadere vittima noi stessi della caccia alla liquidità. Esempio: nel grafico poco sopra, se avessimo messo lo stop nel setup 2 appiccicato al top, saremmo stati stoppati al FS3. Non deve succedere.

Take Profit o Trend Follower?

La risposta ovvia è: dipende! Ma da cosa?

Come in tutti i setup, la logica di profitto deve tenere conto del bias sui vari time frames. Vi faccio alcuni esempi per capirci meglio.

Nel caso in cui su TF settimanale la struttura è Bearish (lower highs, lower lows), e sul Daily si presenti un FS su una resistenza che assorbe e respinge un break, la preferenza ricade sul Trend Follower. Questo perché c’è notevole probabilità di continuazione del trend imposto dal TF superiore.

Al contrario, se il TF superiore è contro-direzionale rispetto al FS, conviene posizionare un take profit alla prima zona di resistenza (se LONG) o supporto (se SHORT) utile, o quantomeno escludere la componente di rischio dal trade, chiudendone una parte sufficiente a far risultare il totale in break even in caso di stop loss. La scelta dipende dalla situazione specifica (probabilità che il contro-movimento si trasformi in reversal propagandosi sui TF superiori) e dalla propria propensione al rischio.

Failure Swing Pattern - Video di Approfondimento

Se vi interessa approfondire l’argomento (e scoprire tanti altri setup come questo), vi lascio un video che tratta l’argomento preso dal mio canale YouTube. Buona visione!

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